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Il mio romanzo “Dove finisce il sentiero” in edicola sul settimanale Intimità

10 Lug

Una ragazza in sella a una bici. Davanti a lei campi di granturco. Poco lontano un cantiere per la costruzione di una tangenziale. Questo è lo sfondo del mio romanzo “Dove finisce il sentiero” che potete leggere sul settimanale Intimità n. 28 in edicola questa settimana, da oggi, 10 luglio 2018. Questo romanzo si svolge d’estate, tra luglio e l’inizio di settembre, in una cittadina di provincia. Protagonisti sono l’estate e l’afa, e il paesaggio tipico della pianura padana: campi di granturco, qualche papavero che ha resistito al caldo, rovi di more selvatiche, pioppi, gelsi e una ragazza in bicicletta che attraversa questo paesaggio con i suoi sogni e i suoi desideri.

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Il mio romanzo “Il vento della brughiera” in edicola su Intimità n. 8

21 Feb

 

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Quel paesaggio nudo, arido, era davvero come la scrittrice lo aveva descritto nelle pagine di Cime tempestose. Non vi era nessun elemento che facesse pensare di essere nel ventunesimo secolo; di fatto Fiammetta poteva immaginare di essere all’inizio dell’Ottocento e non si sarebbe stupita se avesse visto apparire Emily  tra i cespugli di erica. Coinvolta da quell’atmosfera così romantica e suggestiva, venne meno ai suoi piani iniziali, dimenticò la prudenza e si addentrò nella brughiera. A una biforcazione ne seguiva un’altra e poi un’altra ancora finché lei perse il senso dell’orientamento.

Questo è un brano tratto da “Il vento della brughiera”, il mio romanzo che potete leggere sul numero 8 di Intimità in edicola questa settimana.

Volendo riassumerlo in una frase: un viaggio improvviso e non programmato diventa per Fiammetta (questo il nome della protagonista) l’occasione per ritrovare la voglia di amare ed esprimere se stessa nel mondo.

Gli ingredienti principali sono: amore, viaggio e letteratura. E a proposito di letteratura sono riuscita finalmente a tradurre in scrittura un’idea che avevo da tempo: rendere omaggio a Emily Brontë e al bicentenario della sua nascita che si celebra il 30 luglio 2018. Varie sono le iniziative a riguardo e anch’io nel mio piccolo, con questo mio romanzo, do il mio contributo per ricordare Emily. Infatti in “Il vento della brughiera” si parla di Cime tempestose, di Haworth, il paese nello Yorkshire dove la scrittrice è vissuta. E se seguite il mio blog, vi ricorderete che nell’agosto 2015 ho trascorso qualche giorno a Haworth e ne ho parlato in un post: https://noirinrosa.wordpress.com/2015/08/24/appunti-di-viaggio-a-haworth/

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Ho iniziato a scrivere questo romanzo alla fine dello scorso novembre e l’ho terminato all’inizio di gennaio 2018, approfittando delle vacanze natalizie per metterlo a posto. Ho prestato particolare cura nel delineare il percorso di cambiamento della protagonista, creando tra inizio e fine una serie di rimandi, confrontando i quali vorrei che la lettrice notasse la metamorfosi: per esempio all’inizio Fiammetta ha uno sguardo rivolto verso il passato, alla fine il suo sguardo è proiettato verso il futuro;  all’inizio la protagonista non ama viaggiare e soprattutto non lo ha mai fatto da sola e si sente a disagio quando entra non accompagnata in un locale, in un ristorante, poi invece acquista più fiducia in se stessa e  riconosce la sua intraprendenza, e il viaggio è occasione per entrare in ambienti diversi, conoscere persone diverse e per uscire dalla sua vita agiata e in cui si è “adagiata”.

Sono contenta di vedere il mio romanzo pubblicato su Intimità, una rivista che ha un vasto pubblico di affezionate lettrici. Un grazie di cuore a Intimità, alla redazione, di una cortesia squisita, alla casa editrice Quadratum.

Se avete letto i miei racconti e romanzi precedenti, che cosa pensate di questo? Notate un miglioramento nella tecnica e nella scrittura o nello sviluppo della trama? Buona lettura!

Un mio racconto in edicola: “Troverai la tua strada” su Intimità di questa settimana

17 Gen

Sono a pranzo da mia sorella maggiore, Laura. C’è anche mia nipote Simona e a tavola si parla di quello che pensa di fare dopo il liceo. Non ha ancora le idee chiare e alle nostre domande risponde vaga. Leggo nei suoi occhi un certo disagio e la voglia di porre fine alla conversazione. E infatti a un certo punto esclama: – Che senso ha parlarne ora, mancano ancora tanti mesi per la decisione! Dai, non stressatemi!” e china la testa sul suo nuovo smartphone, il regalo per la promozione che a giugno mia sorella e suo marito le hanno fatto. Mia sorella e io ci scambiamo uno sguardo un po’ deluso da questa reazione, e decidiamo di parlare di altro. Mia nipote invece rimane in silenzio per il resto del pranzo. Esce dal suo mutismo dopo aver letto un messaggio sul telefonino: – Mamma, io esco, vado in centro: mi incontro con Manuela e Sara.

La vostra ghost-writer preferita è tornata: sul numero tre del settimanale Intimità attualmente in edicola, a pagina 72 potrete leggere il mio racconto “Troverai la tua strada” (il titolo originario era “La stagione delle scelte”). È la storia di Emma che racconta come ha vissuto i suoi diciotto anni alla nipote Simona, incerta sul suo futuro e su che cosa fare dopo l’esame di maturità.

Il racconto non è firmato, ma, statene sicuri, l’ho scritto io. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate. Come sempre, vi invito a lasciare un commento qui. Se vi è piaciuto,  potete lasciare la vostra “recensione” anche sulla pagina Facebook di Intimità.

 

 

 

Il mio racconto Senza difese in edicola sulla rivista Intimità

1 Ago

imageLe donne per natura hanno bisogno di essere difese. Così si dice. Per me non è vero. O almeno fino a un certo punto della mia vita non lo è stato. Ho sempre sentito il bisogno di accorrere in difesa di chi era debole e solo. Fin da piccola. Questa era la mia vocazione. Erano gli altri ad avere bisogno di protezione, non io: io ero forte e in grado di aiutare chi forte non era.

Questa settimana potete leggere il mio racconto Senza difese sulla rivista Intimità (n. 31 del 9 agosto 2017), in edicola da oggi (in copertina c’è Vanessa Incontrada). Si trova a pagina 39.

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È un racconto a cui sono particolarmente affezionata, è uno dei miei preferiti perché penso sia venuto particolarmente bene. Scrivendolo, non ho voluto aderire alle caratteristiche di alcune genere. Infatti, pur trattando, anche e non solo, di una storia d’amore, non è il classico racconto romantico. Scomodando Jean-Paul Sartre, è, per me, un racconto necessario, non contingente.

Mi farebbe piacere sapere che cosa ne pensate: se volete, potete lasciare qua sotto le vostre opinioni oppure dire che vi è piaciuto sulla pagina Facebook del settimanale Intimità (questo è il link)

(N.B.: il racconto è firmato col nome della protagonista, Isabella.)

Era una notte buia e tempestosa…sulle tracce di Mary Shelley. E un mio racconto in edicola

18 Dic

 

 

Quest’anno ricorre un importante anniversario: nel 1816 la scrittrice inglese Mary Shelley ebbe l’ispirazione per il celebre romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo, che venne pubblicato nel 1818.
Nell’estate del 1816 la scrittrice con il marito Percy Bysshe Shelley era ospite di Lord Byron e del medico Polidori a Villa Diodati sul lago di Ginevra.
In una notte tempestosa Lord Byron lanciò una sfida: chi avrebbe inventato la ghost story più terrificante? E fu in quell’occasione che la giovane Mary (aveva solo 19 anni) ideò la trama di Frankenstein, come la stessa autrice spiegò poi nella prefazione al romanzo. (Per chi volesse avere un’idea di che cosa successe quella notte, consiglio il film Gothic (1986) del regista Ken Russell.)
Ho ricordato questo bicentenario a mio modo: non sono andata sul Lago di Ginevra, ma qui in Italia, più vicino a noi, in Liguria, a Lerici. In questo incantevole paesino ligure (per essere precisa in una sua frazione, San Terenzo) Mary e il marito Shelley nel 1822 trascorsero l’estate. Quell’estate fu fatale per il poeta perché morì in un naufragio sulla goletta Ariel.
Vi è ancora la villa, Villa Magni, dove la coppia di intellettuali visse in quei mesi. Il giorno in cui mi trovavo a san Terenzo ( era il periodo intorno a Pasqua) la villa era chiusa. Non so se sia visitabile. In ogni caso se si ha tempo vale proprio la pena visitare San Terenzo e a piedi raggiungere Lerici. E poi consiglio di andare a Portovenere, anch’esso legato ai poeti romantici inglesi: lì infatti c’è la grotta Byron, dove sembra che Lord Byron andasse per trovare l’ispirazione. Meritano una visita  il borgo di Fiascherino e quello di Tellaro:

 

 

Posto ancora qualche scatto di Portovenere, in particolare della chiesa di san Pietro:

 

 

Magari vi chiederete dove alloggiavo: alloggiavo in un albergo a La Spezia, da lì prendevo l’autobus che ben collegava la città alle varie località sul Golfo dei poeti.

Qualche foto di La Spezia:

 

 

Colgo quest’occasione per dire che sul numero 48 della rivista Intimità, 7 dicembre 2016, è stato pubblicato il mio racconto Breve incontro (il titolo originale era Incontro di fine estate). Questo è l’incipit:

All’alba fui svegliata da un temporale. Il forte vento aveva spalancato le persiane e le faceva sbattere l’una contro l’altra. La finestra, che avevo lasciato socchiusa, si era completamente aperta. Le tende si gonfiavano e invadevano la camera in una strana danza. Le previsioni del tempo lo avevano detto e d’altronde era la fine dell’estate.

Mi alzai. Guardai giù  in strada. Vidi un’automobile ferma sul cui cofano era appoggiato un uomo che stava fumando. Aveva lo sguardo volto verso l’albergo. Verso la finestra della mia camera. Verso di me. In quel momento suonò il cellulare. Risposi.

– Ciao Virginia, volevo vederti ancora una volta prima di andarmene, – era Andrea: mi fece un gesto, come per inviarmi un bacio, poi salì sulla macchina e senza più voltarsi avviò il motore e partì, sparendo dietro la curva.

Solo poche ore prima Andrea e io eravamo insieme, in quella stanza.

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Un mio racconto in edicola

22 Nov

 

L’estate scorsa ho scritto un racconto dalla classica impostazione rosa, lo potete trovare in edicola da oggi e per una settimana sul n. 47 della rivista Love Story. Il titolo è Dalla Cina con amore ed è firmato con il nome della protagonista, Cinzia. Il mio nome è riportato tra i collaboratori sul retrocopertina.
La situazione al centro di questo mio racconto mi è stata ispirata da un articolo sul Corriere della Sera in cui si parlava di studentesse cinesi che per pagarsi l’ università qui in Italia lavorano come “buyer” ossia comprano vestiti delle più prestigiose marche e li rivendono a facoltose clienti in Cina.

 

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Un mio racconto in edicola sul settimanale Love Story

19 Apr

Oggi, e per una settimana, è in edicola sul settimanale Love Story n. 16, il mio racconto “E se dicessi sì?”. Emma è una donna che si trova davanti a un bivio, davanti a una scelta: che cosa è disposta a fare per realizzare le sue ambizioni?

P.S.: il racconto è firmato con il nome della protagonista; il mio nome risulta nel retrocopertina, tra i collaboratori.

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Un mio racconto sul settimanale Love Story

1 Set

Sta arrivando. Il vento. Il vento mio amico. Lo sento. Dalle fronde dell’albero di limoni in giardino che iniziano ad agitarsi. Dalle nuvole che si muovono leggere dietro i monti. Dalle tende della mia stanza che si liberano dai lacci e cominciano una loro danza segreta. E anche in me il vento si fa strada. Una strana gioia inizia a salirmi per le vene. Fino al cervello e al cuore. Iniettando un getto di linfa vitale che mi rianima, dopo giorni di poca attività, se non quella legata al mio lavoro quotidiano, arido e inutile.

Da molti il vento viene accolto con fastidio. Dicono che in alcune persone porti cambiamenti nell’animo e nel carattere, che insinui un’agitazione malsana. Non a me. Io, quando soffia il vento, mi sento bene. Il vento è mio amico. Mi porta una buona notizia: mi dice che potrò dedicarmi a quello che amo in assoluto di più nella vita. Il surf.

Ora, affacciata al balconcino della mia stanza, riesco a vedere il mare che inizia a incresparsi. Dapprima sono piccole increspature bianche. Leggere e soffici come spruzzi di panna. So che poi diverranno più consistenti. So anche che fra poco il rumore del mare si sentirà fin quassù. Fino alla mia casa sulla collina, dopo la stazione. Il mare si arrotola su se stesso, trascinando con sé alghe, conchiglie e tutto quello che trova nella sua marcia inesorabile, per poi riversarlo sulla spiaggia. Quel rumore a volte pare un ruggito, ma a me non fa paura. Ci sono abituata. Ha cullato notti e notti della mia infanzia e continua a farlo ora, che bambina non sono ormai da un pezzo. Vivo da sempre qui e voglio continuare a viverci. Molti miei coetanei se ne vanno. Non io. Non ci sono altri posti dove desidero stare. Solo qui posso trovare quello di cui ho bisogno e che mi fa stare bene. E non mi occorre altro.

(Incipit del mio racconto Libera come il vento)

Surfisti a Levanto

Levanto

Le idee per racconti o romanzi spesso mi vengono quando mi muovo, quando mi sposto, quando viaggio. Qualche mese fa, in primavera, sono stata a Levanto; erano giorni in cui soffiava un vento forte e questa situazione meteorologica aveva richiamato nella baia della cittadina ligure numerosi appassionati di surf. Mi piaceva rimanere sulla spiaggia a guardarli mentre eseguivano le loro evoluzioni. Una volta ritornata a casa  mi è venuta l’idea per un racconto, l’ho scritto di getto e messo da parte, poi, tra giugno e luglio, l’ho ripreso e revisionato. Ora questo racconto è pubblicato sul n. 35 della rivista Love Story in edicola da oggi e per una settimana. Il titolo è Libera come il vento e va da pagina 56 a pagina 62. Se lo leggerete, mi farebbe piacere ricevere i vostri commenti che potrete lasciare qua sotto, nello spazio apposito.

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N.B.: il racconto non è firmato con il mio nome, ma con quello della protagonista (Marion M.); il mio nome compare invece tra i collaboratori della rivista, nel colophon sul retro della copertina.

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Altre foto di Levanto:

Surfisti a Levanto

Levanto, surf, La Pietra

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Pianta di limoni a Levanto

Sbirciando in un giardino

Sbirciando in un giardino

Tutto può cambiare: il mio racconto sul settimanale Love Story

13 Mag

??????????????????????????????????????????????????????????????Il mio racconto Tutto può cambiare (ovvero: La bottega delle pietre colorate) è in edicola sul numero 19 del settimanale Love Story, in uscita oggi martedì 13 maggio 2014.

Sono grata alla rivista Love Story per l’opportunità che mi offre: riuscire a pubblicare ed essere letta.

Il link alla pagina Facebook di Love Story: https://it-it.facebook.com/intimitasettimanale

Questo è l’incipit del mio racconto:

L’uomo in grigio. Così mi aveva soprannominato mia sorella Lavinia perché diceva che facevo di tutto per passare inosservato e perché tra me e gli altri, tra me e la vita in generale, mantenevo sempre un certo distacco, non mi infervoravo mai per qualche cosa o per qualcuno.  L’esatto suo contrario: per lei le emozioni erano fondamentali, davano colore alla vita, che senza di esse sarebbe stata anonima, grigia. E da qui derivava il soprannome che un giorno per scherzo mi aveva dato e con cui ogni tanto mi chiamava. Non me la prendevo  perché a me andava bene vivere così: volevo rimanere al riparo da ogni scossa che potesse sconvolgere quell’equilibrio – a volte un po’ noioso, devo ammetterlo – che contraddistingueva la mia esistenza. Preferivo però quell’equilibrio grigio al disordine e al dolore che vedevo nelle vite degli altri rovinate da passioni infelici o distruttive.  Mia sorella, per esempio, si era lasciata con il fidanzato un anno prima e mi ricordavo ancora le lacrime che aveva versato davanti a me per il dolore causato dalla fine di quella relazione. Da allora vivevamo insieme: le avevo chiesto di venire da me e quella sistemazione, che doveva essere temporanea, si era stabilizzata, anche se lei da qualche tempo aveva iniziato a frequentare un uomo con cui si trovava bene e sapevo che presto se ne sarebbe andata. Io invece di relazioni sentimentali vere e proprie non ne avevo mai avute.

 

Il falò delle illusioni: un mio racconto sul settimanale Love Story

29 Apr

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Sul numero 17 del settimanale Love Story, in uscita oggi martedì 29 aprile, potete leggere il mio racconto Il falò delle illusioni. Sono contenta di questo risultato, che qualche mese fa mi sembrava qualcosa di vago e lontano, come scrivevo nel mio articolo https://noirinrosa.wordpress.com/2013/07/03/oggi-andando-in-biblioteca/; è per me una grande soddisfazione vedere pubblicata una mia novella su un settimanale di tiratura nazionale.
Questo mio racconto parla di una rinascita, parla della possibilità di dimenticare il passato e di voltare pagina…
Sono soddisfatta soprattutto della parte finale, parte in cui mi sono sforzata di esprimere attraverso la scrittura lo stato d’animo della protagonista nel momento in cui capisce che è tempo di lasciarsi alle spalle il passato e di vivere appieno il presente.
L’evento che fa da sfondo a questo racconto è il falò di mezz’inverno, una tradizione contadina che resiste ancora in molti paesi d’Italia e non solo. Il rituale dei falò mi affascina e per scrivere Il falò delle illusioni ho approfondito questo argomento leggendo alcuni capitoli de Il ramo d’oro di James G. Frazer, in particolare il capitolo LXII, Le feste del fuoco in Europa, e il capitolo LXIII Interpretazione delle feste del fuoco; ho trovato spunti interessanti anche nella trasmissione Geo&Geo di Rai Tre: in alcune puntate è intervenuto il professor Danilo Gasparini che ha parlato della tradizione dei falò…
Se avrete tempo e voglia di leggere il mio racconto, mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate… lasciate i vostri commenti, li leggerò con interesse.
Buona lettura!

Link al settimanale Love Story: https://it-it.facebook.com/intimitasettimanale

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