Letture: “Sulla strada” di Jack Kerouac

10 Set

Jack Kerouac legge l’ultima pagina del suo romanzo “Sulla strada” durante la trasmissione televisiva “The Steve Allen Show” (1959):

Qui di seguito riporto, sia in inglese sia in italiano (traduzione di Magda Maldini de Cristofaro), il paragrafo conclusivo:

So in America when the sun goes down and I sit on the old broken-down river pier watching the long, long skies over New Jersey and sense all that raw land that rolls in one unbelievable huge bulge over to the West Coast, and all that road going, and all the people dreaming in the immensity of it, and in Iowa I know by now the children must be crying in the land where they let the children cry, and tonight the stars’ll be out, and don’t you know that God is Pooh Bear? the evening star must be drooping and shedding her sparkler dims on the prairie, which is just before the coming of complete night that blesses the earth, darkens all the rivers, cups the peaks and folds the final shore in, and nobody, nobody knows what’s going to happen to anybody besides the forlorn rags of growing old, I think of Dean Moriarty, I even think of Old Dean Moriarty the father we never found, I think of Dean Moriarty.

E così in America quando il sole va giù e io siedo sul vecchio diroccato molo sul fiume a guardare i lunghi, lunghissimi cieli sopra il New Jersey e avverto tutta quella terra nuda che si svolge in un’unica incredibile enorme massa fino alla Costa Occidentale, e  tutta quella strada che va, tutta la gente che sogna nell’ immensità di essa, e so che nello Iowa a quell’ora i bambini stanno certo piangendo nella terra in cui lasciano piangere i bambini, e che stanotte usciranno le stelle, e non sapete che Dio è l’Orsa Maggiore?, e che la stella della sera deve star tramontando e spargendo il suo fioco scintillio sulla prateria, il che avviene poco prima dell’arrivo della notte completa che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge i picchi e rimbocca le ultime spiagge, e nessuno, nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi, allora penso a Dean Moriarty, penso persino al vecchio Dean Moriarty, il padre che mai trovammo, penso a Dean Moriarty.

Kerouac scrisse “Sulla strada” nel 1951, in tre settimane, su un rotolo di carta da telescrivente lungo quaranta metri.Sulla strada è stato definito il manifesto della Beat Generation. Fu lo stesso Kerouac a coniare questa espressione. La parola beat ha vari significati: battuto, sconfitto, emarginato; ritmo, come il ritmo della musica jazz di Charlie Parker (N.B.: Parker era un idolo indiscusso per Kerouac: la sua musica gli offriva il modello per la sua scrittura, ma non solo: Parker era anche un modello di vita: un modello etico che richiede di suonare la propria vita e la propria arte senza risparmio, fino all’ultimo fiato) *; ; e infine beat come beatific, la condizione che Kerouac ha cercato per tutta la vita e che non ha mai trovato.

In questo romanzo, pubblicato nel 1957, Jack Kerouac racconta dei suoi viaggi per le strade del Nord America in compagnia del suo amico Neal Cassidy.  Si tratta quindi di un’opera autobiografica: nell’io-narrante, Sal Paradise, si cela l’autore stesso, e nel compagno di viaggi Dean Moriarty si cela l’amico di Kerouac, Neal Cassidy. Difficile riassumerne la trama poiché in realtà si tratta di una serie di episodi che ruotano attorno al tema del viaggio, non solo concreto, ma anche interiore, un viaggio in fuga da se stessi, dal passato, e nello stesso tempo alla ricerca di qualcosa che possa appagare l’ansia e sete di vita dei due uomini, che però non viene trovato.

Il protagonista del romanzo è appunto Dean Moriarty, che Sal idealizza e ammira come se fosse un eroe. Dean vive per poter godere di quei momenti che lui chiama “kicks”, ossia attimi di intenso piacere, in cui riesce a liberarsi dai condizionamenti sociali e dai problemi economici. Dean rappresenta il tentativo da parte della gioventù del secondo dopoguerra di vivere intensamente ogni attimo, dopo il dolore e della sofferenza causati dal conflitto mondiale. Solo sulla strada Sal e Dean si sentono liberi. Anche la musica jazz svolge un ruolo importante durante il viaggio e Charlie Parker è spesso citato come modello di musicista.

Anche per lo stile Sulla strada è una pietra miliare. Si può definire uno stile spontaneo che cerca di riprodurre in parole qualunque pensiero attraversi la mente. Il linguaggio usato da Kerouac è stato definito “hip talk”, ossia “linguaggio della strada” ed è stato identificato con il linguaggio dei musicisti jazz poiché attraverso la spontaneità e l’uso di parole brevi, monosillabiche riproduce in scrittura ciò che il jazz esprimeva con la musica.

Di Jack Kerouac ho letto anche il romanzo “I vagabondi del Dharma” e ne parlo qui.

 

*  Ho detto che il musicista Charlie Parker ha avuto molta influenza sullo stile di Jack Kerouac. Nella sua musica trova l’espressione più alta e completa il “bebop” (ovvero rebop o bop). Con questo termine si indica il nuovo jazz nato durante la seconda guerra mondiale. Il bebop è caratterizzato da “un ritmo spezzato sul quale lunghe frasi di note brevissime si alternano a figurazioni più aperte in un discorso prevalentemente costruito sulle armonie, con cui viene “camuffato” anche il tema melodico, spesso tratto da canzoni” ( da “La nuova enciclopedia della musica Garzanti”).

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