Una canzone per Bobby Long: il romanzo e il film

2 Lug

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Una canzone per Bobby Long è il romanzo di Ronald Everett Capps, uscito nel 2004 con il titolo originale di Off Magazine Street  e pubblicato in Italia nel 2008 dalla casa editrice Mattioli 1885, con la traduzione di Sebastiano Pezzani.

In breve la trama: nel Sud degli Stati Uniti, in una New Orleans non ancora distrutta dall’uragano Katrina, due intellettuali di mezz’età che hanno deciso di vivere da emarginati aiutano una ragazza senza arte né parte a terminare gli studi liceali e ad accedere a una prestigiosa università.

Che cosa mi piace di questo libro?

– l’ambientazione a New Orleans, città di cui viene evocato il fascino; non ho mai avuto un particolare interesse per questi luoghi, ma dopo aver letto Una canzone per Bobby Long, la Big Easy o Sin City, come New Orleans è chiamata, mi incuriosisce e vorrei leggere altri romanzi che vi sono ambientati; una curiosità: Magazine Street, la via dove si svolge gran parte del romanzo, fa parte del Garden District, uno dei quartieri di New Orleans meglio conservati;

– i due protagonisti, che, nonostante siano alcolisti, infatti bevono vodka allungata con aranciata come se fosse acqua, riescono a mantenere una loro dignità e trasmettono ad Hanna il valore dell’istruzione;

– il mistero che circonda il passato dei due protagonisti, e da cui deriva l’interesse che suscitano nel lettore: Bobby Long e Byron Burns avevano tutto per essere uomini felici (bella professione, bella moglie, bei figli) e lo hanno gettato via; perché? Essenzialmente perché non erano in grado di dominare la loro sete di libertà e il loro desiderio di vita;

–  l’importanza data alla letteratura, che viene vista dai due uomini come qualcosa che cambia la vita, le persone; basta pensare al discorso che Byron fa ad Hanna sul drammaturgo Tennessee Williams; e infatti dopo questo romanzo, vorrei leggere gli autori citati, tutti accomunati dall’ essere del Sud degli USA e dall’ aver dato voce agli ultimi, ai diversi, a chi non è accettato, tra di loro per esempio viene citata spesso Carson McCullers, autrice di Invito a nozze e Il cuore è un cacciatore solitario, e Flannery O’Connor, autrice di numerosi racconti;

– la musica, che gioca un ruolo importante: spesso Bobby e Byron cantano antiche ballate, come Lord Randal o Barbara Allen, accompagnandosi con l’ukulele; su youtube è disponibile la bella colonna sonora . Una parte delle canzoni è stata scritta e interpretata dal figlio dello scrittore, Grayson Capps;

Che cosa non mi piace di questo romanzo:

– le situazioni e i dialoghi tendono a ripetersi, non vi sono grandi avvenimenti, è più un romanzo di atmosfera che di azione, la trama non è ben costruita, tant’è vero che la fine lascia delusi, non si può concludere un romanzo come viene concluso questo, si ha quasi l’impressione che lo scrittore si sia stancato, che arrivato a un certo punto non abbia avuto più voglia di spremersi le meningi e di impegnarsi ancora per qualche pagina;

– trovo che Hanna manchi di carattere e di spirito di iniziativa: d’accordo, viene da una situazione famigliare disastrosa, però mi sembra un personaggio passivo, tutti i suoi problemi vengono risolti, a volte in modo non proprio onesto, da Bobby e Byron;

– il dialoghi dei due protagonisti tendono a ripetersi e vertono sugli stessi argomenti, a volte rischiando di essere volgari. Avrei preferito che Bobby e Byron avessero parlato più spesso di letteratura, perché quando lo fanno sono davvero dei grandi.

 

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La lettura di questo romanzo mi ha spinta a vedere l’omonimo film, per la regia di Shainee Gabel, con John Travolta, Scarlett Johansson e Gabriel Macht (aneddoto: come ho scoperto in quest’intervista è stato Grayson Capps a sottoporre a Shainee Gabel il romanzo, all’epoca ancora inedito, del padre e lei ne ha tratto il soggetto per un film e così è nato A lovesong for Bobby Long). Questo è uno dei casi in cui il film è decisamente migliore del libro. La trama, che in parte è diversa, è costruita meglio e risulta più accattivante. Scarlett Johansson dà spessore e carattere al personaggio di Hanna (che però nel film si chiama Purslane), ma è soprattutto John Travolta a distinguersi: la sua interpretazione di Bobby Long è indimenticabile.

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John è bravo non solo a recitare, ma anche a cantare:

Periodicamente Una canzone per Bobby Long viene trasmesso in televisione, quindi quando questo capita, se finora non ne avete avuta l’occasione, guardatelo,  ne rimarrete affascinati.

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