Letture: rivista Hypnos n. 7

5 Mar

Un genere che intendo approfondire è il fantastico. L’anno scorso ho partecipato al premio letterario indetto dalla casa editrice Hypnos, specializzata in questo genere. E il mio racconto è stato segnalato. Era un tentativo di realizzare un testo con caratteristiche appartenenti al genere fantastico, ed essendo uno dei primi tentativi vi erano varie pecche, devo ammetterlo. Per migliorare devo leggere. E così recentemente ho letto la rivista Hypnos n. 7 uscita lo scorso autunno.

2018-03-02 15-09-56.852

Mi sono piaciuti in particolare due racconti in cui ho trovato un genere fantastico affine ai miei gusti, che sono lontani dall’horror o dal fantastico “scientifico”. I due racconti sono “Il labirinto” (1954) dello scrittore inglese C.H.B. Kitchin (1895-1967), e “Tra i pini” (1973) di Karl Edward Wagner, scrittore americano vissuto tra il 1945 e il 1994.

Nel racconto “Il labirinto”  il fantastico  prende la forma di un racconto di fantasmi e si intreccia a una realtà concreta, domestica, quella di un ménage famigliare nell’Inghilterra del secondo dopoguerra. Il fantasma è un fantasma buono, legato all’unico vero amore della protagonista, giovane donna che vive un matrimonio infelice. Molto efficace e d’effetto la scelta dell’ambientazione: una casa di atmosfera gotica che ha un giardino decorato da un labirinto. Il labirinto è un luogo protetto dalla realtà, è il regno dell’amore e dell’affetto (in contrasto con una realtà arida), è il regno dell’infanzia, infatti è lì che gioca Daisy, la figlia, e soprattutto è il luogo dove il fantasma appare. Bella, struggente, è la scena del matrimonio infantile improvvisato su un tronco d’albero che diventa come un altare druidico al centro del labirinto. Così come altrettanto bello è il sogno della protagonista Catherine verso la fine del racconto, sogno che la porta a rivelare tutto sulla sua storia d’amore e le sue conseguenze. Quindi per riassumere l’elemento chiave è proprio il connubio tra fantastico calato in una realtà famigliare insoddisfacente, cioè il massimo dell’anormalità e il massimo della quotidianità.

Anche nell’altro racconto, “Tra i pini” (1973) di Karl Edward Wagner, il fantastico si insinua in un rapporto di coppia, qui giunto al capolinea. In breve: una coppia in crisi cerca di recuperare il rapporto cambiando aria e prendendo in affitto una casa in una località in montagna, un tempo alla moda, ora in abbandono. Nello chalet il protagonista trova un dipinto che lo turba: raffigura una seducente donna, che dapprima appare nei suoi sogni, poi prende vita, fino di fatto a diventare una rivale della moglie. Questo fantasma- donna-vampiro, come in passato ha condotto alla rovina vari uomini, così porta alla rovina il protagonista del racconto, che oppone una debole resistenza e sembra voglia essere trascinato in una spirale di eros e thanatos.

Molto ben fatti sono i due articoli che accompagnano questi racconti: Andrea Vaccaro firma l’articolo dedicato a Karl Edward Wagner, Claudio Di Vaio quello dedicato a “Il labirinto”.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: