Archivio | dicembre, 2016

Era una notte buia e tempestosa…sulle tracce di Mary Shelley. E un mio racconto in edicola

18 Dic

 

 

Quest’anno ricorre un importante anniversario: nel 1816 la scrittrice inglese Mary Shelley ebbe l’ispirazione per il celebre romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo, che venne pubblicato nel 1818.
Nell’estate del 1816 la scrittrice con il marito Percy Bysshe Shelley era ospite di Lord Byron e del medico Polidori a Villa Diodati sul lago di Ginevra.
In una notte tempestosa Lord Byron lanciò una sfida: chi avrebbe inventato la ghost story più terrificante? E fu in quell’occasione che la giovane Mary (aveva solo 19 anni) ideò la trama di Frankenstein, come la stessa autrice spiegò poi nella prefazione al romanzo. (Per chi volesse avere un’idea di che cosa successe quella notte, consiglio il film Gothic (1986) del regista Ken Russell.)
Ho ricordato questo bicentenario a mio modo: non sono andata sul Lago di Ginevra, ma qui in Italia, più vicino a noi, in Liguria, a Lerici. In questo incantevole paesino ligure (per essere precisa in una sua frazione, San Terenzo) Mary e il marito Shelley nel 1822 trascorsero l’estate. Quell’estate fu fatale per il poeta perché morì in un naufragio sulla goletta Ariel.
Vi è ancora la villa, Villa Magni, dove la coppia di intellettuali visse in quei mesi. Il giorno in cui mi trovavo a san Terenzo ( era il periodo intorno a Pasqua) la villa era chiusa. Non so se sia visitabile. In ogni caso se si ha tempo vale proprio la pena visitare San Terenzo e a piedi raggiungere Lerici. E poi consiglio di andare a Portovenere, anch’esso legato ai poeti romantici inglesi: lì infatti c’è la grotta Byron, dove sembra che Lord Byron andasse per trovare l’ispirazione. Meritano una visita  il borgo di Fiascherino e quello di Tellaro:

 

 

Posto ancora qualche scatto di Portovenere, in particolare della chiesa di san Pietro:

 

 

Magari vi chiederete dove alloggiavo: alloggiavo in un albergo a La Spezia, da lì prendevo l’autobus che ben collegava la città alle varie località sul Golfo dei poeti.

Qualche foto di La Spezia:

 

 

Colgo quest’occasione per dire che sul numero 48 della rivista Intimità, 7 dicembre 2016, è stato pubblicato il mio racconto Breve incontro (il titolo originale era Incontro di fine estate). Questo è l’incipit:

All’alba fui svegliata da un temporale. Il forte vento aveva spalancato le persiane e le faceva sbattere l’una contro l’altra. La finestra, che avevo lasciato socchiusa, si era completamente aperta. Le tende si gonfiavano e invadevano la camera in una strana danza. Le previsioni del tempo lo avevano detto e d’altronde era la fine dell’estate.

Mi alzai. Guardai giù  in strada. Vidi un’automobile ferma sul cui cofano era appoggiato un uomo che stava fumando. Aveva lo sguardo volto verso l’albergo. Verso la finestra della mia camera. Verso di me. In quel momento suonò il cellulare. Risposi.

– Ciao Virginia, volevo vederti ancora una volta prima di andarmene, – era Andrea: mi fece un gesto, come per inviarmi un bacio, poi salì sulla macchina e senza più voltarsi avviò il motore e partì, sparendo dietro la curva.

Solo poche ore prima Andrea e io eravamo insieme, in quella stanza.

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