Colazione da Tiffany, giri in bici e bar all’interno di librerie

24 Lug

Sapete quei giorni, quando vi prendono le paturnie?
-Cioè la melanconia?
-No, – disse, lentamente, – la melanconia viene perché si diventa grassi, o perché piove da troppo tempo. Si è tristi, ecco tutto. Ma le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di che cosa si ha paura. Si sa che sta per capitarti qualcosa di brutto, ma non si sa che cosa. Avete mai provato niente di simile?
-Abbastanza spesso. C’è chi lo chiama Angst.
-Benissimo. Angst. Ma che cosa fate, voi, in questi casi?
-Be’, un bicchierino aiuta.
-Ci ho provato. Ho provato anche l’aspirina. Secondo Rusty, dovrei fumare marijuana, e l’ho fumata per un po’, ma mi fa soltanto ridacchiare. Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. È una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell’aria superba: non ci può capitare niente di brutto là dentro, non con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d’argento e di portafogli di coccodrillo. (Da “Colazione da Tiffany” di Truman Capote, traduzione di Bruno Tasso)

Holly Golightly, la protagonista del bel romanzo di Truman Capote, quando ha le paturnie, va nel negozio di lusso Tiffany.
Io invece, quando ho le paturnie, non avendo un Tiffany a disposizione nelle vicinanze, me ne esco di casa, prendo la bici e vado in giro lungo il Naviglio o nei campi. Un altro posto dove mi piace andare sono le librerie e le biblioteche. E ora che è periodo di vacanze, mi ricordo in particolare di due librerie scoperte durante viaggi all’estero che mi sono rimaste nel cuore.

Una è la libreria Waterstones in Princes Street a Edimburgo: all’interno c’era un bar con una grande vetrata che si affacciava sulla trafficata via sottostante, ma che permetteva anche di ammirare il magnifico castello della città scozzese. Mi piaceva prendere qualcosa da bere e sedermi lì a un tavolino vicino alla vetrata e passare il tempo così, senza fare nulla di particolare, magari sfogliando un libro. E poi, erano gli anni novanta, era la prima volta che vedevo un bar all’interno di una libreria e la cosa mi sembrava davvero originale.

L’altra libreria che ricordo con piacere è la Hugendubel in Marienplatz a Monaco. Era davvero una grande libreria, non ricordo quanti piani avesse, mi ricordo invece molto bene del bar all’ultimo piano. Anche lì era bello prendere un caffè o un tè e magari una bella fetta di torta e sedermi vicino alle vetrate che davano sulla piazza. Quando sono andata a Monaco nel gennaio di cinque anni fa, avevo appena terminato il master per l’insegnamento dell’italiano a stranieri e volevo realizzare la mia ambizione di insegnare all’estero: giravo la città bavarese portando i miei curriculum alle varie scuole, ma le risposte erano sempre negative, così davvero dovevo farmi passare le paturnie e andare al bar di Hugendubel in Marienplatz era un modo per farlo.

E voi, dove andate quando avete le paturnie?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: