“La giocatrice di scacchi” di Bertina Henrichs: recensione

16 Gen

Come avrebbe potuto parlare di quella strana attrazione, della sensazione di sprofondare in un altro mondo? A Eleni mancavano le parole per descrivere quell’evasione clandestina, quello scampolo di vita esclusivamente suo, in cui si manifestava una sete di conoscenza fino ad allora rimasta sopita. (pag. 31)

Per la prima volta in vita sua avvertì il richiamo del largo. A un tratto l’isola le parve così spaventosamente piccola che quasi si sentì soffocare. (pag. 33)

In questi giorni ho letto il romanzo breve La giocatrice di scacchi di Bertina Henrichs. Si tratta di un libro uscito dieci anni fa di cui non avevo mai sentito parlare e che ho scoperto per caso navigando su internet.

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La storia si svolge ai nostri giorni sull’isola greca di Naxos. Lì la quarantenne Eleni trascorre una vita tranquilla, tra il lavoro come cameriera di albergo e gli affetti famigliari. Un giorno, pulendo una stanza d’albergo, trova una scacchiera con una partita di scacchi abbandonata a metà: è il colpo di fulmine. Per lei, che di scacchi non si è mai occupata, inizia uno stimolante viaggio nei segreti di questo gioco. Grazie alla guida esperta di Kouros, suo ex-professore, diventa un’abile giocatrice e arriva addirittura a partecipare a tornei importanti. Questa sua passione, a cui Eleni dedica ogni minuto libero, minaccia l’equilibrio della sua esistenza e soprattutto suscita la preoccupazione del marito Panos. Ma questo romanzo breve appartiene al genere rosa: non c’è spazio per il dramma (anche se un evento drammatico c’è) e la vicenda ha un lieto fine. Un lieto fine che non  racconto, anticipo però che grazie alla conoscenza del gioco degli scacchi Eleni prende coscienza delle sue capacità e impara a uscire dai limiti che gli altri, in particolare il marito, e lei stessa le impongono.

Consiglio questo romanzo a chi cerca una lettura distensiva e piacevole. Mi ha fatto trascorrere ore rilassanti. E poi un motivo per leggerlo è l’originalità della trama: è la passione per gli scacchi e non per un uomo, come avviene di solito nei libri destinati soprattutto a un pubblico femminile, a portare cambiamenti nella vita della protagonista. Questa scelta insolita mi è piaciuta ed è uno degli elementi di forza del bel romanzo di Bertina Henrichs.

(La giocatrice di scacchi, Bertina Henrichs, 2006, Einaudi)

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