Letture di questa estate: Moderato cantabile di Marguerite Duras

16 Lug

 Dall’estremità settentrionale del parco, le magnolie versano il loro odore che va di duna in duna fino al nulla. Il vento, questa sera spira da sud. Un uomo vagabonda per il Viale del Mare. Una donna lo sa. (dal capitolo VII)  

Non appartiene al noir né al rosa, i generi a cui questo mio blog è dedicato, ma visto che Moderato Cantabile è una lettura che merita e che lascia un segno (almeno così è stato per me), ne desidero parlare lo stesso. E poi, se proprio vogliamo rimanere nel recinto dei generi, in fin dei conti qualcosa del romanzo rosa ce l’ha: parla di una storia d’amore, anche se infelice.

Marguerite Duras

Marguerite Duras

Pubblicato nel 1958, Moderato cantabile si svolge in una cittadina sul mare. Narrato in terza persona, è la storia di una passione che resta irrealizzata tra Anna Desbaresdes, una donna sposata al direttore di un’importante fabbrica della cittadina, e madre di un bambino, e Chauvin, uomo di cui si sa poco, tranne che in passato ha lavorato nella ditta diretta dal marito di Anna.  Sullo sfondo di questa storia principale, c’è la vicenda di un delitto passionale che suscita l’interesse morboso di Anna (N.B.: Anna, incapace di vivere la sua personale storia di passione con Chauvin, trasferisce il suo desiderio irrealizzato su una storia vissuta da altri).

Anna cerca di uscire dal “perimetro” di vita che le è stato autorizzato, ma non è forte abbastanza per farlo.

In una società fondata sull’ipocrisia e le convenzioni, l’unica forma possibile di sentimento è un sentimento moderato; il desiderio invece, che per sua natura è qualcosa di forte, non è ammesso. Da qui il titolo del romanzo.

Moderato cantabile è un romanzo sul desiderio che non riesce a realizzarsi. Tale tema viene declinato in vari modi. La frase che ho scelto come introduzione a questa mia interpretazione del romanzo ne esemplifica uno: il fiore della magnolia diventa il simbolo del desiderio. Per esempio nel terzo capitolo Anna dice che nel giardino di casa ci sono così tanti alberi di magnolia “che si sognano di notte e di giorno se ne ha la nausea. Bisogna chiudere la finestra. Non ci si resiste”: nella società dell’alta borghesia, a cui appartiene la protagonista, il desiderio è disdicevole, e perciò si devono “chiudere le finestre” per tenerlo lontano. Nel capitolo sette (che a me piace molto, è il più bello del romanzo, la chiave di volta dell’intero testo), in cui un ricevimento importante si svolge a casa della protagonista, Anna si appunta un fiore di magnolia sulla scollatura,tra i seni; gli invitati vedono in questo fiore un pericolo: a esso,al suo intenso profumo, attribuiscono la causa del malessere di Anna (il malessere di cui soffre la protagonista è invece legato alla consapevolezza che non potrà mai vivere il suo amore per Chauvin). E il significato simbolico del fiore è confermato dal fatto che esso, in piena fioritura all’inizio del capitolo, alla fine è appassito: “La magnolia fra i suoi seni sfiorisce del tutto. Ha percorso tutta l’estate nel giro di un’ora”. Il fiore appassito simboleggia la prossima conclusione della storia, a dire il vero neppure iniziata, tra Anna e Chauvin; durante il ricevimento mondano, si celebra il sacrificio di Anna:non è il cibo, ma è lei a essere “divorata”dagli ospiti, rappresentanti di una società in cui Anna non può vivere i suoi istinti, i suoi desideri. Nel capitolo seguente, ottavo e ultimo, Anna andrà nel solito caffè per dire addio a Chauvin.

(Collegato al tema del desiderio, c’è quello della condizione della donna: e anche questo tema trova ampio spazio nel magnifico capitolo sette).

Moderato cantabile è un romanzo sul desiderio, ma di fatto quali sono gli ostacoli che impediscono all’amore tra Anna e Chauvin di prendere il volo? Il fatto che Anna sia sposata? Mah, non ne sono sicura, in effetti del rapporto tra Anna e il marito si dice poco. L’ostacolo principale risiede piuttosto nelle paure della donna: Anna rimane prigioniera della classe sociale a cui appartiene, delle convenzioni, non sa sfidare quel mondo, non è forte abbastanza per farlo (N.B.: finora non ne ho parlato, ma Anna per farsi coraggio e parlare con Chauvin, nel caffè vicino al porto, deve bere vino).

Un’avvertenza: alla lettrice/lettore che si avvicina per la prima volta allo stile della Duras, riuscirà difficile, talvolta, seguire i dialoghi, a volte non saprà capire chi sta parlando e non riuscirà a trovare un nesso di significato tra domanda e risposta, ma tutto questo è una caratteristica della prosa della scrittrice francese a cui poi ci si abitua.

Tra i romanzi di Marguerite Duras che finora ho letto Moderato cantabile è quello che preferisco: per il personaggio della protagonista femminile; per le tematiche; per lo stile; perché, pur essendo presenti elementi di sperimentalismo, si riesce a seguire la vicenda, cosa che invece in altri testi della Duras non è semplice fare (per esempio Il rapimento di Lol V. Stein ha messo a dura prova la mia pazienza di lettrice). Quindi è il romanzo che consiglio per iniziare a conoscere questa scrittrice e per appassionarsi a lei.

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