Archivio | gennaio, 2014

Intervista a Franca Turco

17 Gen

L'eco del ventoIl figlio dei diamanti

Oggi ho il piacere di parlare con Franca Turco, autrice dei romanzi L’eco del vento (2012, edito da Lulu) e Il figlio dei diamanti (2013, edito da Youcanprint). L’ho conosciuta nel giugno 2013 nel corso della presentazione del suo primo romanzo, successivamente Franca ha cominciato a partecipare alle serate del gruppo di poesia della biblioteca di Gessate durante le quali abbiamo avuto modo di parlare delle nostre passioni comuni, la scrittura e la lettura. Da questi incontri mi è venuta l’idea di proporle un’intervista e così eccoci qui…

Ti va di presentarti ai lettori del mio blog?
Sì, la trovo un’ottima idea e ti ringrazio per lo spazio che intendi dedicarmi.
Mi chiamo Franca Turco e sono nata a Torino, dove ho vissuto fino al 2010. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino; ho frequentato corsi di dizione e recitazione e laboratori teatrali al Teatro Nuovo e al Teatro Alfieri di Torino e un corso di doppiaggio presso la scuola ODS sempre di Torino. Ho poi frequentato un corso di formazione per redattori editoriali presso la casa editrice Lindau di Torino, dove poi ho svolto uno stage in cui ho corretto e revisionato diversi romanzi. Attualmente svolgo ancora attività di revisione e correzione bozze.
Sono sposata dal 2009 e vivo a Gessate dal 2010. Ho una bambina di due anni e proprio durante la mia gravidanza, nel corso del 2011, ho scritto L’eco del vento edito da Lulu nel 2012. A settembre dell’anno scorso è stato pubblicato il mio secondo romanzo Il figlio dei diamanti da Youcanprint.

Finora che cosa hai scritto?
Ho scritto e pubblicato due romanzi, L’eco del vento e Il figlio dei diamanti. Scrivo poi fiabe, racconti brevi e poesie che però non pubblico, in quanto sono il frutto di una collaborazione con una wedding planner. Si tratta della storia d’amore dei futuri sposi da me trasformata in forma di poesia o di favola o racconto che viene stampata su un supporto, come per esempio una pergamena, che accompagna la bomboniera.

Recentemente è uscito il tuo secondo romanzo, Il figlio dei diamanti. Come è nato?
L’idea de Il figlio dei diamanti è nata circa vent’anni fa, quando ho scritto i primi due capitoli del romanzo che sono però rimasti nel cassetto fino a poco tempo fa. Il mio primo romanzo, L’eco del vento, è piaciuto tanto che i lettori stessi mi hanno esortato a scrivere ancora e così ho pensato di riprendere quei due capitoli e la storia che comunque ho tenuto nella mia mente tutto quel tempo: ho quindi corretto i primi due capitoli e ho scritto tutto il resto.

Il primo romanzo si svolge in Camargue, il secondo a New York. Come ti sei preparata per descrivere questi luoghi?
L’eco del vento è ambientato in Camargue, dove non sono mai stata. Per descrivere i luoghi ho utilizzato oltre alle mie conoscenze generali sul paesaggio di quella regione, diverse descrizioni di persone che l’hanno visitata. Mi sono inoltre documentata sulle tradizioni dei posti, in modo da entrare in pieno nell’atmosfera della Camargue e creare delle descrizioni non soltanto fisiche.
Per New York è stato più semplice perché ci sono stata recentemente. Quindi mentre ne L’eco del vento ho descritto luoghi a me sconosciuti, ne Il figlio dei diamanti ho descritto un tempo a me sconosciuto, visto che il mio secondo romanzo è ambientato principalmente negli anni Cinquanta. Ho dovuto pertanto fare attenzione a non cadere in anacronismi e spero di esserci riuscita.

Per tutti e due i tuoi romanzi hai scelto l’autopubblicazione. Ci puoi parlare di questa scelta? Per esempio, prima di scegliere l’autopubblicazione, hai provato a contattare qualche casa editrice?
Mi sono rivolta direttamente a case editrici on demand perché mi è sembrata la via più diretta e veloce per la pubblicazione. Una volta terminato di scrivere L’eco del vento volevo vederlo subito pubblicato e quindi ho preferito mandarlo direttamente a Lulu. Visto che mi sono trovata molto bene con la scelta dell’autopubblicazione, ho fatto la stessa cosa per Il figlio dei diamanti, cambiando però casa editrice e scegliendone una italiana, Youcanprint. Devo dire che ho trovato molto stimolante l’autopubblicazione perché questa comporta l’autopromozione del libro: non affidarlo alla casa editrice per la distribuzione, ma cercare da sé i vari canali, anche un po’ originali, per farlo conoscere, per esempio per L’eco del vento ho organizzato una “cioccolata con autore” in un bar-pasticceria.

Che cosa ne pensi dei premi letterari?
Sinceramente non ne ho un’esperienza sufficiente da poterne avere un’idea precisa. È un mondo che ho appena iniziato ad esplorare. Sicuramente proverò a partecipare a qualche concorso perché può essere un ulteriore modo per promuovere i miei libri.

Quando scrivi?
Essenzialmente di notte, quando la mia bambina va a letto. Quello che scrivo però è frutto di pensieri che avvengono durante la giornata.

Disciplina o ispirazione?
Un po’ l’una e un po’ l’altra. Le storie che mi vengono in mente sono frutto di ispirazione, poi però tutto deve incastrarsi e quindi è necessario anche il ragionamento, per far sì che tutto scorra nel verso giusto, che non ci siano contraddizioni, ecc. Devo dire che qui mi aiuta anche molto il mio lavoro di correzione bozze e revisione.

Hai una scrittrice/scrittore che ti piace in modo particolare?
Mi piace molto lo stile di Rosamunde Pilcher, che è un po’ l’autrice a cui cerco di ispirarmi, e adoro la letteratura inglese dell’Ottocento e degli inizi del Novecento, a cui segue quella italiana di inizio Novecento.

Mi citi qualche libro che consideri imprescindibile?
Il nome della rosa di Umberto Eco, per me un libro fondamentale della letteratura italiana, che può essere letto a diversi livelli: un giallo dove però entra in scena protagonista la filosofia di Aristotele e il mistero che aleggia attorno al suo trattato sulla commedia, andato perduto.
David Copperfield di Charles Dickens, Jane Eyre di Charlotte Bronte, per come descrivono le condizioni sociali dell’Inghilterra del loro tempo.
Il giro di vite di Henry James, per l’atmosfera di mistero che l’autore crea
Cuore di tenebre di Joseph Conrad perché amo i libri che parlano di viaggi interiori.
Settembre di Rosamunde Pilcher, un romanzo decisamente più leggero degli altri, ma che fa respirare atmosfere magiche.

Grazie, Franca, per questa intervista e alla prossima!

Grazie a te!

Link al sito di Franca Turco: www.francaturco.it

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