Scuola di scrittura creativa: H.P. Lovecraft (2)

11 Set

Sempre dal volume citato nel mio articolo precedente (volume Il sogno dell’edizione integrale dell’opera di H.P. Lovecraft curata da Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, pubblicata nel 1993 da Newton Compton Editori), riporto i punti più importanti del saggio di Lovecraft I racconti del soprannaturale: fasi e procedimenti di scrittura.

(…)
A mio avviso, esistono quattro generi distinti di racconto del Soprannaturale: uno esprime uno stato d’animo od una sensazione, un altro esprime una concezione pittorica, un terzo esprime una situazione generale, una condizione, leggenda o una concezione intellettuale, e un quarto spiega una specifica situazione drammatica o climax.
Per altri versi, i racconti del Soprannaturale potrebbero essere più sommariamente raggruppati in due vaste categorie: quelli nei quali il prodigio o l’orrore concernono una condizione o un fenomeno, e quelli nei quali concernono le azioni di determinate persone in connessione a una condizione o a un fenomeno dalla caratteristiche bizzarre.
Ciascun racconto del Soprannaturale – particolarmente quello di orrore – sembra comprendere, a sua volta, cinque specifici elementi:
a) l’esistenza di un’anormalità o di un orrore sottostante (siano essi costituiti da una condizione, un’entità,e via dicendo)
b) gli effetti generali o aspetti di tale orrore
c) il modo in cui esso si manifesta (l’oggetto che incorpora l’orrore e i fenomeni osservati)
d) le diverse reazioni di paura neo confronti dell’orrore
e) gli effetti specifici prodotti dalla presenza dell’orrore in relazione a una data serie di condizioni.
Ogniqualvolta mi cimento nella scrittura di un racconto del Soprannaturale mi sforzo con grande accuratezza di ricreare l’umore e l’atmosfera che più si convengono, e di porre l’enfasi là dove essa merita d’essere collocata. Non si può, a meno che non si tratti di ciarlatanerie da pulp magazine, presentare un resoconto di fenomeni impossibili, improbabili od inconcepibili, come una banale narrazione di azioni oggettive ed emozioni convenzionabili.
Avvenimenti e condizioni inconcepibili possiedono un peculiare handicap da superare, e ciò può essere fatto soltanto attraverso il mantenimento di uno scrupoloso realismo in tutte le fasi della narrazione, tranne che in quella ove si rappresenta il prodigio oggetto del racconto.
Tale prodigio deve essere presentato e descritto con grande efficacia e deliberata audacia, collocandolo all’interno di un contesto emozionale accuratamente costruito, o altrimenti esso apparirà piatto e per nulla convincente. Trattandosi dell’elemento principale del racconto, la sua mera esistenza dovrebbe incombere minacciosa su tutti i personaggi e avvenimenti.
Ma questi ultimi devono essere necessariamente consistenti e perfettamente aderenti alla realtà, tranne là dove vengono a contatto con il prodigio. Nei confronti del prodigio, elemento centrale del racconto, i personaggi devono mostrare la medesima emozione di profondo sconvolgimento che analoghi personaggi proverebbero nella vita reale ove mai si trovassero a contatto con un simile portento.
Mai dare per scontato un fenomeno o un’entità prodigiosa! Anche quando i personaggi dovrebbero essersi abituati al prodigio, mi sforzo ugualmente di creare un’aria di terrore e di impressionante attesa, corrispondente allo stato d’animo che intendo suscitare nel lettore. Uno stile piatto e casuale rovina inevitabilmente ogni seria fantasia. (…).
Per tale motivo è necessario conferire la massima enfasi alla suggestione più sottile, con impercettibili allusioni particolari che esprimono sfumature di stati d’animo, e contribuiscono a creare una vaga illusione della strana realtà dell’irreale. Per contro, si eviteranno le monotone e aride elencazioni di avvenimenti incredibili privi d’ogni sostanza o significato, e validi soltanto per creare una vacua nube di colore e simbolismi.
Sono queste le regole o modelli che, consciamente o inconsciamente, ho seguito sin dal primo, serio approccio alla narrativa fantastica. Orbene, che i risultati da me ottenuti siano stati apprezzabili è certamente più che discutibile, ad ogni modo di una cosa almeno sono assolutamente certo: se avessi ignorato le considerazioni esposte dianzi, avrei conseguito risultati di gran lunga peggiori.

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