Ti presento Giulia: il primo capitolo

16 Mag

 

Pubblico qui di seguito il primo capitolo di Ti presento Giulia così puoi iniziare a entrare nel mondo e nella vita di Martina; dopo puoi dirmi che cosa ne pensi, mi piacerebbe saperlo. Se vuoi, puoi scaricare gratuitamente un estratto del mio ebook da Amazon.

 

Capitolo primo

«Martina, che cosa aspetti? Perché non sei ancora qui? I clienti sono già pronti!» È Eleonora, la proprietaria del resort, che mi telefona in camera.

«Sì, arrivo subito» le rispondo con il tono più educato possibile. Ma l’appuntamento per i partecipanti alla gita non era fissato davanti alla reception per le 8.30? Sono solo le 8.10!

Sono qui a San Domino da un mese, ma mi sembra che sia passato molto più tempo. Chissà perché ho risposto a quell’inserzione che avevo letto sul Corriere della Sera! Mi ricordo ancora le parole esatte dell’annuncio:  “Esclusivo resort a San Domino, sulle isole Tremiti, con clientela internazionale, ricerca assistente turistica. I suoi compiti saranno di organizzare escursioni turistiche e culturali. Si richiede una formazione umanistica e perfetta conoscenza dell’inglese e del francese, gradita quella del tedesco. Offresi stipendio molto interessante. Vitto e alloggio sono inclusi”. Avrebbero dovuto specificare che questo resort è gestito da una donna più severa di un’istitutrice svizzera.

Prendo la mia borsa a tracolla, mi do una veloce occhiata allo specchio: il tailleur blu della divisa è ancora decente, per oggi può andare, stasera però lo devo lavare; do una tiratina alle collant che si raggrinziscono all’altezza della caviglia: Eleonora non vuole che si vada in giro a gambe nude: «Voi qui rappresentate l’eleganza e la raffinatezza di un resort esclusivo e non voglio vedere nessuna delle mie dipendenti sgambettare senza le collant, anche se ci dovessero essere quaranta gradi all’ombra!» così mi aveva apostrofato quel giorno che ero andata ad accogliere i turisti al porto  senza indossare le calze.

Prima di uscire dalla stanza chiudo la finestra e mi soffermo a guardare il mare e penso che fra una settimana in quelle acque blu nuoterò insieme ad Alessio che ha promesso di venire a trovarmi. Esco di corsa salendo a due a due i gradini della scala e mi ritrovo alla reception.

Lucia, la mia collega, è già lì, circondata da tre coppie di turisti milanesi nevrotici che la stanno tempestando di domande: ma quanto dura la gita in barca? Ci sarà tempo per un bagno? A che ora si ritorna? E Lucia con i suoi occhioni blu da Bambi risponde con calma a tutti. Come la invidio!

Improvvisamente una mano si cala nervosa sulla mia spalla; mi giro e vedo il volto grinzoso di Eleonora che mi urla: «Ma che cosa ti è successo? Hai dimenticato la sveglia?» «Sì, infatti, se vuoi te ne regaliamo una il prossimo 28 del mese!» le fa eco Ubaldo, il marito. Entrambi discendenti da nobili famiglie molisane, cinque anni fa hanno aperto l’Eden Resort a Cala Matano, la cala più bella delle Tremiti.

«Me la regalate veramente? Non ci credo, ne scalerete il costo dal mio stipendio, sono pronta a scommetterci!» questa è la risposta che vorrei dare, ma tengo il sarcasmo tutto per me. Vedo nello sguardo di Lucia quell’espressione che tradotta in parole risuonerebbe più o meno: ΄Lasciali perdere’. Poi controllo il mio cellulare  e devo ammettere che è indietro di un quarto d’ora… Devo assolutamente cambiare la batteria.

Insieme alla mia collega controllo che il gruppo sia al completo. Poi saliamo sul pullmino che ci accompagnerà al porticciolo dove ci imbarcheremo per una gita alla scoperta dell’arcipelago delle Tremiti.

Mi siedo accanto a Lucia nei sedili anteriori. La guardo e sorrido alla mia compagna di sventure, come ci definiamo vicendevolmente: anche lei si è laureata in lingue; per colpa di questa stramaledetta crisi economica, si è trovata dall’oggi al domani senza lavoro, e non potendo vivere con una micragnosa cassa integrazione, ha accettato questo posto come assistente turistica all’Eden Resort.

Le nostre mansioni non si limitano a quelle proprie di un’assistente turistica, all’occorrenza diventiamo receptionist, quando Matilde non c’è (Matilde è la nipote ventenne di Eleonora: fa finta di studiare all’università e qui fa finta di lavorare); ci trasformiamo in animatrici quando Silvia è indisposta a causa di una delle sue solite e strategiche emicranie; e a volte aiutiamo Mario, il factotum del resort, quando per aggiustare un lavandino o una doccia in una camera ha bisogno di assistenza.

In ogni caso l’incarico che a me piace di più è accompagnare i turisti nelle escursioni: mi piace raccogliere tutte le informazioni che trovo sui posti che visiteremo ed esporle, magari arricchendole con leggende e storie locali. E  mi piace anche scoprire ogni volta posti nuovi. Come nella gita di oggi: dopo le solite tappe alla necropoli di San Nicola e alle varie calette di San Domino, nel ritorno ci fermiamo presso la Grotta delle Viole a fare il bagno. Fino ad ora non ero mai stata qui: le acque sono di un colore incredibile! E infatti tutto il gruppo è entusiasta.

Comunque per quanto bella, è anche un’escursione molto lunga: alla sera sono ko. Quando sono finalmente in camera, mi butto sul letto. Prima di andare a dormire però voglio controllare le mie e-mail. Mentre sono al computer portatile, mi accorgo che Lucia sta leggendo un saggio di Zygmunt Bauman Consumo, quindi sono.

«Ma come fai a leggere questo libro dopo una giornata pesante come quella di oggi?» le chiedo.

«Questa lettura mi ricarica. E tu non avevi detto che la sera ti saresti messa a studiare per il master? »

Un sorriso colpevole si disegna sulle mie labbra: quest’inverno mi sono iscritta a un master per insegnare italiano agli stranieri, è un master che si può seguire via Internet. Mi sono ripromessa di studiare anche qui, ma finora questa è rimasta solo una pia intenzione. Meglio perciò cambiare argomento: «Alessio non mi ha ancora risposto. Ieri gli ho scritto un’e-mail in cui gli chiedevo di aggiornarmi sul suo arrivo: mancano pochi giorni e non mi ha ancora detto a che ora arriverà, come arriverà!»

«Probabilmente è molto impegnato con la scuola di specializzazione e il tirocinio in ospedale. In più, visto che si assenterà per una settimana per venire qui da te, dovrà portarsi avanti con il lavoro…»

«Sarà come dici tu.» Mi sforzo di pensare in positivo, ma mi sento ugualmente ansiosa e i fantasmi di potenziali rivali mi tormentano: provocanti colleghe che aprono ad uno ad uno i bottoni del loro camice bianco, lasciando intravedere il loro corpo; vogliose pazienti che lo attirano a sé prendendolo per i suoi bei capelli castani… chiudo il computer. Spengo la luce del mio comodino: « Notte, Lucia.»  « Notte, Martina».

 

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