Archivio | febbraio, 2013

Neve

21 Feb

Poesie di Giovanni Pascoli tratte da Myricae

NOTTE DI NEVE

Pace! grida la campana,

ma lontana, fioca, là.

un marmoreo cimitero

sorge, su cui l’ombra tace:

e ne sfuma al cielo nero

un chiarore ampio e fugace.

Pace! pace! pace! pace!

nella bianca oscurità.

NEVICATA

Nevica: l’aria brulica di bianco;

la terra è bianca; neve sopra neve:

gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco:

cade del bianco con un tonfo lieve.

E le ventate soffiano di schianto

e per le vie mulina la bufera;

passano bimbi: un balbettio di pianto;

passa una madre: passa una preghiera.

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L’importanza dei veri maestri

20 Feb

Tra il 1876 e il 1879 Giovanni Pascoli attraversa un periodo difficile: dopo l’ennesimo lutto famigliare (la morte dell’amato fratello Giacomo) Giovanni perde la borsa di studio, si allontana dall’università e inizia a frequentare i circoli anarchici. Addirittura finisce in carcere dove vi rimane per più di tre mesi. Riesce a uscirne anche grazie alla testimonianza di Giosuè Carducci che lo sostiene e cerca di tirarlo fuori dai guai. Così Pascoli, dopo un lungo periodo di disperazione, riprende gli studi e si laurea  con la lode.

Mi chiedo: se Pascoli sulla sua strada non avesse incontrato un vero maestro come Giosuè Carducci, che cosa ne sarebbe stato di lui?

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18 Feb

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L’UCCELLINO DEL FREDDO

I

Viene il freddo. Giri per dirlo

tu, sgricciolo, intorno le siepi;

e sentire fai nel tuo zirlo

lo strido di gelo che crepi.

Il tuo trillo sembra la brina

che sgrigiola, il vetro che incrina…

trr trr trr terit tirit

II

Viene il verno. Nella tua voce

c’è il verno tutt’arido e tecco.

Tu somigli un guscio di noce

che ruzzola con rumore secco.

T’ha insegnato il breve tuo trillo

con l’elitre tremule il grillo…

trr trr trr terit tirit…

III

Nel tuo verso suona scrio scrio,

con piccoli crepiti e stiocchi,

il segreto scricchiolettio

di quella catasta di ciocchi.

Uno scricchiolettio ti parve

d’udirvi cercando le larve…

trr trr trr terit tirit…

IV

Tutto, intorno, screpola rotto.

Tu frulli ad un tetto, ad un vetro.

Così rompere odi lì sotto,

così screpolare lì dietro.

Oh, lì dentro vedi una vecchia

che fiacca la stipa e la grecchia…

trr trr trr terit tirit…

V

Vedi il lume, vedi la vampa.

Tu frulli dal vetro alla fratta.

Ecco un tizzo soffia,  una stiampa

già croscia, una scorza già scatta.

Ecco nella grigia casetta

l’allegra fiammata scoppietta…

trr trr trr terit tirit…

VI

Fuori, in terra, frusciano foglie

cadute. Nell’Alpe lontana

ce n’è un mucchio grande che accoglie

la verde tua palla di lana.

Nido verde tra foglie morte,

che fanno, ad un soffio più forte…

trr trr trr terit tirit…

Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio

Una passeggiata in mezzo alla natura

18 Feb

Ieri mattina sono andata in edicola a comprare il Corriere (mi piace leggere l’inserto Lettura che esce la domenica) e poi ho fatto una passeggiata nei campi dietro casa … o meglio in quelli che fino a pochi mesi fa erano campi. Ora sono terreni con montagne di terra smossa in cui continuano a passare camion perché lì ci sono i cantieri della TEEM, la tangenziale est est milanese.

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Prima, in quei campi, in quei sentieri, ci andavo per fare un giro in bici quando non mi andava di fare lo slalom tra le macchine  per raggiungere il Naviglio, oppure ci andavo per fare una semplice passeggiata. Di come erano prima mi restano poche fotografie come questa, scattata alla mia ombra che pedala in mezzo al verde:

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Salomè di Carlos Saura

17 Feb

Aida Gomez nel ruolo di Salomè nella danza dei sette veli  diretta da Carlos Saura, musiche di Roque Baños

Come realizzare la copertina di un ebook per Amazon

15 Feb

La copertina di  un ebook è molto importante perché è il primo impatto che il possibile lettore ha con il romanzo.

Ci sono vari modi per realizzarne una:

il modo più semplice è utilizzare immagini (dipinti, fotografie) che non siano coperte da copyright. Questa è la soluzione che ho adottato per Il sentiero delle ombre: ho  scelto l’immagine Heart of Snow (1907) del pittore preraffaellita inglese Edward Robert Hughes. Ho infatti pensato che fosse in perfetta sintonia con l’ambientazione del mio romanzo e con la trama.

Edward_Robert_Hughes_-_Srdce_snehu

Edward Robert Hughes Heart of snow (1907)

L’altra strada da percorrere, decisamente più impegnativa ma che dà più soddisfazione, è creare da soli la copertina. Navigando nella community di Amazon (dove c’è gente sempre pronta ad aiutare chi è alle prime armi), ho trovato molti suggerimenti su come fare: se non si vuole acquistare il programma Photoshop, si possono scaricare gratuitamente da Internet programmi come GIMP. A dire il vero non ho ancora provato a farlo quindi non posso dare un mio parere. Sembra che siano piuttosto facili da usare e permettano di creare copertine originali.

Infine, come altra possibilità, se si è disposti a spendere qualcosa, alcuni autori suggeriscono di contattare persone che si dedicano alla grafica per passione o grafici alle prime armi  che per farsi conoscere accettano di realizzare una copertina senza pretendere compensi esosi.

Ecco,  in breve ho esposto le alternative possibili.

Visto che ho parlato  di Edward Robert Hughes, inserisco qui sotto  immagini di altri suoi dipinti (mi piace molto quello intitolato Midsummer eve):

Edward Robert Hughes Pack clouds away and welcome day (1890)

Edward Robert Hughes Pack clouds away and welcome day (1890)

:

Edward Robert Hughes, Midsummer Eve (1908)

Edward Robert Hughes, Midsummer Eve (1908)

 

Edward Robert Hughes The lady of Shalott (1905)

Edward Robert Hughes The lady of Shalott (1905)

 

Edward_Robert_Hughes_Twilight Fantasies_(1911)

Edward Robert Hughes Twilight Fantasies (1911)

D’entre les morts (La donna che visse due volte) di Pierre Boileau e Thomas Narcejac

9 Feb

Nel mio ebook Il sentiero delle ombre Franco Orfeo pedina Chiara Nebel per la Città fino a scoprire la doppia vita della giovane donna.

In letteratura i pedinamenti sono numerosi, quello che ritengo il più “goticamente” fascinoso è  al centro del romanzo  D’entre les morts di Pierre Boileau e Thomas Narcejac, tradotto in italiano con il titolo di La donna che visse due volte.

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A Parigi Roger Flavières viene incaricato da Paul Gévigne, un ex-compagno di università, di pedinare la moglie, Madeleine. Il ricco uomo d’affari teme che la donna possa compiere un gesto estremo poiché negli ultimi tempi si comporta stranamente: si chiude in bruschi silenzi, ha espressioni stralunate, come se diventasse un’altra. Forse, tenta di spiegare il marito, queste crisi sono legate a una triste vicenda che coinvolse la famiglia della donna: tra gli avi di Madeleine c’è Pauline Lagerlac che si suicidò a soli venticinque anni, l’età di Madeleine, che sembra in un certo senso posseduta dal fantasma dell’antenata.

A causa del mistero che aleggia intorno alla figura di Madeleine,  Flavières se ne sente attratto in modo morboso, ancora prima di vederla: “Ho l’impressione che lei mi somigli e che …sì, che io abbia una piccola probabilità d’indovinare ciò che nasconde”, “Madeleine! Gli piaceva quel nome un po’ dolente.”

Flavières la vede per la prima volta a teatro dove è andata con il marito. Ecco come gli appare: “Madeleine stava un po’ indietro, la testa graziosamente china: sembrava bruna, sottile, ma Flavières distingueva i suoi lineamenti in maniera confusa. Aveva l’impressione che fosse bella, con qualche cosa un po’ gracile, forse a causa della chioma troppo pesante”, e ancora “Nella penombra dorata si stagliava a mo’ di ritratto. Gioielli le scintillavano al collo, agli orecchi, e anche gli occhi sembravano luminosi. Ascoltava, il volto inclinato, immobile come quelle sconosciute ammirate nei musei, la Gioconda, la Fornarina (…)”. Tra l’altro l’immagine di Madeleine vista di profilo ricorre spesso nella trasposizione cinematografica realizzata da Alfred Hitchcock:

Kim Novak nel film La donna che visse due volte

Kim Novak – Madeleine

Flavières pedina la donna anche il giorno dopo: “E, a un tratto, apparve sul marciapiedi (…) Indossava un tailleur grigio, molto stretto in vita, e aveva sotto il braccio una borsa nera. Si guardò intorno, terminando di infilarsi un guanto. Una spuma di merletto le tremava sulla gola. La fronte e gli occhi erano nascosti sotto una corta veletta che la mascherava graziosamente ed egli pensò: la donna dalla mascherina”.

L’immagine di Madeleine è talmente forte e ossessionante per Flavières che lui la paragona a un vampiro: “(…) la giovane donna esercitava su di lui una strana influenza, assorbiva letteralmente tutte le sue forze; egli rappresentava, per lei, non un donatore di sangue, ma un donatore di anima, in un certo senso”.

Flavières ne sente il profumo, anche quando lei è lontana:”Sentiva il profumo di lei, qualche cosa di piuttosto complicato che ricordava soprattutto il mazzo di fiori appassito, la terra grassa (…)”.

In uno dei suoi pedinamenti, l’avvocato salva Madeleine dal morire annegata. Si conoscono e iniziano a frequentarsi. Durante una loro uscita in una chiesa fuori Parigi, la donna sfugge al suo controllo e sale su un campanile. Flavières vorrebbe raggiungerla, ma le vertigini, disturbo di cui soffre da tempo, glielo impediscono e l’uomo è costretto ad assistere impotente alla scena della donna che cade  dal campanile. Ai suoi occhi si tratta di un suicidio.

Passano gli anni. Scoppia la Seconda Guerra Mondiale e Flavièresparte come soldato per l’ Africa. A conflitto finito ritorna a Parigi, dove vive tormentato dal rimorso per non aver salvato Madeleine, di cui si era innamorato. Viene a sapere che Gévigne è morto e che era stato accusato della morte della moglie.

Il pensiero di Madeleine è per Flaviéres un’ossessione così forte da farlo ricorrere all’abuso di alcool. L’uomo si decide a consultare uno psichiatra che gli consiglia un periodo in una casa di cura nel sud della Francia. E  proprio lì dove avrebbe dovuto dimenticare l’infelice passato, Flavières si imbatte fortuitamente in un filmato in cui gli pare di vedere il volto di Madeleine. Sulla base delle informazioni raccolte in quelle immagini, Flavières parte per Marsiglia e trova Renée Sourange, la donna del filmato così rassomigliante a Madeleine, per quanto di modi e aspetto più volgari. L’uomo ne fa la sua amante e cerca in tutti i modi di farne la copia esatta della donna da lui  amata: la veste, la trucca, la pettina come lei. Ecco le sue riflessioni contemplando il soprendente risultato:  “Quel volto! Lo contemplava finalmente come Gévigne glielo aveva dipinto: un volto pallido, misterioso, tutto raccolto nei suoi pensieri. adeleine! Aveva pronunciato il suo nome e lei non lo aveva udito. Era davvero un riflesso quello che egli contemplava nello specchio? Non era piuttosto una visione interiore, simile a quelle immagini che si finisce col vedere in una sfera di cristallo?”

La donna inizialmente nega di essere Madeleine ma a un certo punto, estenuata dalle continue instistenze di Flavières, racconta all’amante tutta la verità. Flavières è stato vittima di un diabolico piano elaborato da Gévigne:  voleva impossessarsi dell’eredità della moglie e per farlo aveva contattato Renée facendole impersonare il ruolo della moglie, che lui aveva già ucciso e sfigurato. La donna che Flavières vide cadere dal campanile della chiesa era dunque il cadavere della vera moglie del ricco industriale.

Flavières nel sentire questa confessione perde quel poco di lucidità che ancora ha e uccide Renée, strangolandola.

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(I brani citati in questo articolo sono tratti da La donna che visse due volte di Pierre Boileau e Thomas Narcejac, 2003, Sellerio editore, traduzione di Roberto Ortolani)

Il senso della scrittura per Marta

4 Feb

La scrittura, quella che piace a me, è come un amo gettato nelle profondità del mare che porta in superficie creature mostruose e bellissime. Dà voce a quello che si tiene nascosto perché ritenuto inaccettabile, qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa che provocherebbe rifiuto, scherno, derisione, isolamento, e fa sentire chi legge quelle righe meno solo perché vede espressi da altri  le sue paure e debolezze, i suoi desideri .

Dark lady italiane: Marina di Malombra e Isa Miranda

3 Feb

Nel creare Chiara Nebel, la protagonista del mio romanzo Il sentiero delle ombre , ho avuto varie fonti di ispirazione (Louise Brooks, Madeleine-Kim Novak, ecc), ma la maggiore influenza è stata quella del  personaggio di Marina di Malombra, al centro del capolavoro di Antonio Fogazzaro, Malombra (1881). Mi sono ispirata non solo al personaggio letterario, ma anche alla sua trasposizione cinematografica.

Isa Miranda fu l’attrice che  interpretò Marina nel film di Mario Soldati del 1942. Si tratta di uno dei casi in cui l’eroina di un romanzo riesce a trovare una degna incarnazione in una donna reale.

L’apice di questa corrispondenza tra personaggio letterario e personaggio cinematografico per me si ha nella scena finale, quella del pranzo voluto da Marina, e questo naturalmente anche grazie al regista che ha saputo tradurre in immagini l’atmosfera decadente e cupa del romanzo.

Fogazzaro descrive la sua eroina così: Vestiva un abito ordinato da lei alla sua antica sarta di Parigi che ne conosceva bene l’umor bizzarro, un ricco strano abito di moire azzurro cupo, a lungo strascico, da cui le saliva sul fianco destro una grande cometa ricamata in argento. Sul davanti della vita accollata, attillatissima, era inserto un alto e stretto scudo di velluto nero arditamente traforato nel mezzo, in forma di giglio, sulla pelle bianca.

Ed ecco come  Isa Miranda (la foto è da Wikipedia) dà realtà a queste parole:

Isa Miranda nel film Malombra (1942)

Isa Miranda nel film Malombra (1942)

 

Malombra è un romanzo che ho letto e riletto  nell’edizione BUR  curata da Vittore Branca: la sua introduzione è stata per me illuminante, soprattutto per capire i legami con altri romanzi neri e di narrazione metapsichica.

Il romanzo Malombra nell'edizione BUR con introduzione e note di Vittore Branca

Il romanzo Malombra nell’edizione BUR con introduzione e note di Vittore Branca

Il cofanetto del dvd di Malombra:

DVD Malombra

DVD Malombra

Copertina del libretto all'interno del DVD Malombra

Copertina del libretto all’interno del DVD Malombra

Contenuto del cofanetto del DVD Malombra

Contenuto del cofanetto del DVD Malombra

Magari in un post potrei parlare della mia visita a Villa Fogazzaro a Oria di Valsolda… che cosa ne dite?

Frasi

2 Feb

Nei Paesi ricchi il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno, per comprare beni che non vogliono, per impressionare persone che non amano. (Joachim Spangenberg, Vicepresidente del SERI, Sustainable Europe ResearchInstitute)

Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.

L’abeille laborieuse n’a pas le temps d’être triste.

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